Il Cuore Rivelato, pt.1

di David Resetti

Ehi, voi due! Turisti stranieri, vero? Chiedo scusa, non badate al mio accento, fa parte del personaggio. Ma parlate inglese, giusto? E che bella coppietta! Ah, fantastico, i miei preferiti, i miei preferiti. Avete chiamato voi? Ol’ Nick’s Astonishing Central London Secret Heart Tour o qualcosa del genere, vero? Non siete i soliti che si accontentano di due ore di giro fotografico appollaiati su un bus scoperto, innit? Beh, non abbiate paura, parleremo alla fine del prezzo. Saltate su, è un taxi d’epoca ma è ancora bello solido. Non avete neanche idea da quanto tempo me lo porto dietro: è vecchio quasi quanto me, e io ho la barba bianca. Non ne fanno più di auto così, fidatevi. E che bagagliaio!
Allora, siete pronti, signori? Se avete letto il volantino, sapete che mi vanto di offrire il tour definitivo sugli angoli più oscuri e sudici del cuore di questa città. O anche quelli luminosi e celebri, ma sempre oscuri nel profondo. Perché questa città ha un cuore, sapete? Ma questo non vuol dire che sia buona, anzi.

No, no, non giriamo per Whitechapel, signorina. Vedo che conoscete già un po’ Londra; ottima idea, a volte sapersi orientare alla svelta è questione di vita e di morte. Certo, Jack the Ripper e tutto il resto, lo so. Ma voi non volete stare a sentire le solite cose, e il caro Jack, beh… Diciamo che è uno dei figli più famosi di Londra, ma non è certo quello maggiore d’età, tutt’altro. Dal punto di vista di questa vecchia città, Jack ha avuto solo la fortuna di vivere in tempi di stampa affamata e letteratura dozzinale.
Ma se volessimo tirare una linea lungo tutti i secoli di vita di questa città, ci sarebbero molti altri quartieri da visitare: Spring-heeled Jack, Jack il Saltatore, se ne stava a Old Ford cinquant’anni prima dello Squartatore; e prima ancora, nei primi dell’Ottocento, il fantasma di Hammersmith, che ha ucciso due donne soltanto di paura, senza neppure toccarle; nel secolo precedente, il cosiddetto Mostro di Londra (lo so, lo so, ma all’epoca la stampa non aveva ancora sviluppato il suo talento per i nomignoli, portate pazienza) ha pugnalato una cinquantina di persone sulla pubblica strada, iniziando proprio laggiù, oltre quel cancello, a St. James’s Park; e girando qui a destra entriamo in Fleet Street, patria del vecchio Whipping Tom poco dopo il Grande Incendio, che distrusse chissà quanti documenti di altri illustri predecessori purtroppo dimenticati.

Ma torniamo a noi: sapete che è qui a Fleet Street che il vecchio Sweeney Todd aprì la sua bottega di barbiere, proprio a quell’angolo? Hm? Come dite, signore? Sweeney Todd è solo un personaggio di fantasia? Oh, ma certo, signore, certo. Mi sarò confuso, con la mia età e il lavoro che faccio a volte è difficile distinguere fra quelli veri e quelli di finzione. Diciamo che, se fosse esistito, il vecchio Sweeney sarebbe stato un buon diavolo, un veterano di Waterloo con una mano santa per le basette, e quel vecchio cartello di legno annerito lassù cui nessuno bada sarebbe stata la sua insegna, decorata di forbici e rasoio.

Ad ogni modo, il punto è che in ogni momento della vita di questa città c’è sempre stato qualcuno pronto a far bere un po’ di sangue alla sua terra assetata. Anche in questo momento, pensate un po’, si contano almeno tre serial killer in attività, solo qui in centro. Chissà, magari uno è proprio tra questi che ci attraversano la strada adesso: onesti lavoratori che tornano a casa dopo una dura giornata di lavoro, ma non prima di essersi rilassati un po’. Non a tutti basta un boccale di birra e una partita a freccette, per rilassarsi; e quella gente finisce quasi sempre per stringere strani accordi con i vicoli più gelidi di questa città. A occhio e croce, noi londinesi abbiamo il primato mondiale di questo sgradevole tipo di concittadini, anche limitandosi a quelli “veri”. E badate bene che si parla solo di quelli che sono stati scoperti, eh, che lasciano in giro tracce, che scaricano i corpi in un vicolo, che vivono in un’epoca in cui si ritiene onorevole la carriera di poliziotto o di giornalista o di giudice, eccetera… Magari, qualcuno di quei pazzoidi ha scoperto qualcosa di strano al riguardo di questa città, chi lo sa.

Dev’essere qualcosa nell’aria di Londra, forse, o nel modo in cui il sole ci tramonta. O forse nel nome: del resto, nessuno sa bene cosa voglia dire il nome di questa città. Celtico? Germanico? Ebraico? Mah… Quando i romani sono arrivati l’hanno trovato così, bell’e pronto, e non se la sono sentita di cambiarlo. Sentite questa. Una volta lessi un articolo sulla “capitale americana dei serial killer”, una cittadina di poco più di duecentomila abitanti dove a un certo punto erano attivi addirittura cinque omicidi seriali contemporaneamente, e che io marcisca all’inferno se non rimasi di sasso leggendo il nome: la ridente London, Ontario, Canada. Una strana faccenda, vero?

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